Diciamo che siete diventati bravini a ping-pong. Fate scambio di diritto e di
rovescio teso e basso, avete in repertorio almeno tre servizi diversi
(lungo, corto, tagliato). Fate un palleggio decente e schiacciate se
serve.
Poi un giorno arriva uno più forte e perdete sempre contro di lui.
Come si fa migliorare il proprio gioco? Fare meno errori? Imparare ad
aprire e velocizzare il gioco? Oppure difendersi in modo efficace con
quei bellissimi eleganti chop da lontano?
Bene siete giunti al fatidico bivio: adesso finisce il ping-pong e inizia il tennistavolo!
Avete avuto l’illuminazione di iscrivervi in una società e siete il più
scarso del gruppo, però un tecnico o un compagno più simpatico lo avete
individuato. Cosa fate? Giocate estenuanti partite oppure iniziate ad
allenarvi seriamente? Se la vostra serata in palestra tipica è:
10 minuti di riscaldamento chenonvedolorachefiniscecosìpoimidiverto (tutto attaccato rende meglio l’idea),
e poi solo partite, magari vi divertite anche, ma difficilmente migliorerete.
Se voi giocate in partita, non siete motivati a spingere i colpi più
difficili e rimarrete conservativi, non proverete cose nuove.
Se invece impostate un allenamento sul miglioramento dei vostri punti
deboli con dei buoni schemi e cercate di allenare dei colpi nuovi il
focus non sarà fare punto, ma il movimento, l’efficacia dei colpi e la
qualità della pallina.
Se le prime palline escono o vanno in rete, non
importa, l’importante è osare!
E in partita se un principiante osa poco o
niente perde sempre.
Continua qui:Come si fa un buon allenamento?


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